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Approvata la legge sul fine vita: è la seconda regione in Italia dopo la Toscana

Cagliari (giovedì, 18 settembre 2025) – Con 32 voti favorevoli, 19 contrari e un’astensione, il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato la legge sul fine vita, diventando la seconda regione in Italia – dopo la Toscana – a dotarsi di una normativa che disciplina il suicidio medicalmente assistito.

di Roberto Meloni

Il provvedimento si ispira alla proposta “Liberi Subito” dell’associazione Luca Coscioni, elaborata alla luce della sentenza della Corte Costituzionale del 2019. La norma garantisce assistenza sanitaria gratuita a chi, affetto da una patologia irreversibile e dipendente da trattamenti vitali, scelga consapevolmente di accedere al suicidio medicalmente assistito. L’iter prevede tempi definiti per la valutazione delle richieste, affidate a una commissione multidisciplinare e al comitato etico territorialmente competente.

Il dibattito in Aula ha mostrato divisioni trasversali. Nel centrosinistra, Lorenzo Cozzolino (Orizzonte Comune, eletto col Psi) ha votato contro, mentre il vicepresidente del Consiglio regionale Giuseppe Frau (Uniti con Todde) si è astenuto. Nel centrodestra, invece, l’azzurro Gianni Chessa si è espresso “convintamente” a favore.

“È una legge di civiltà e responsabilità istituzionale, che mette al centro la libertà e la dignità della persona”, ha dichiarato Carla Fundoni (Pd), presidente della commissione Sanità e tra le promotrici del testo. Critico il capogruppo Fdi Paolo Truzzu, che ha definito la norma “una legge manifesto del campo largo”, applicabile a “pochissimi casi” e destinata a creare “illusioni per i cittadini”. Per i Riformatori sardi, guidati da Umberto Ticca, sarebbe stato necessario attendere l’intervento del legislatore nazionale.

Sul piano nazionale, la legge ha ottenuto il plauso di Marco Cappato e Filomena Gallo, segretario e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, che hanno parlato di “obiettivo centrato” e di un passo avanti “per evitare che persone malate debbano attendere mesi o anni in condizioni di sofferenza insopportabile”.

Durissima invece la reazione dell’associazione Pro Vita & Famiglia, che ha definito la norma “omicida” e chiesto al Governo di impugnarla, come già avvenuto per la Toscana. L’arcivescovo di Cagliari e segretario della Cei, Giuseppe Baturi, ha espresso “rammarico per l’approvazione” auspicando interventi nazionali che “tutelino la vita e sostengano le famiglie nelle situazioni di sofferenza”.

La partita ora si sposta a Roma, dove il Governo potrebbe impugnare la legge, mentre il Parlamento è chiamato a discutere una disciplina organica valida per tutto il Paese.

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Last modified: Settembre 18, 2025
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