Scritto da 5:05 pm Cagliari, Attualità, Top News

Bonaria, degrado al cimitero monumentale: tra incuria e abbandono resiste solo la tomba di Gigi Riva

Cagliari (giovedì, 25 settembre 2025) – Erbacce, rifiuti e lapidi spezzate: il camposanto storico della città ridotto a un simbolo di trascuratezza.

di Roberto Meloni

Un luogo che dovrebbe custodire la memoria e la storia di Cagliari oggi versa in uno stato di abbandono. Il cimitero monumentale di Bonaria, inaugurato nel 1828 e considerato un vero e proprio “museo a cielo aperto”, si presenta ai visitatori invaso da erbacce, bottiglie vuote e monumenti funerari spezzati o soffocati dalla vegetazione.

A mantenere un minimo di decoro è soltanto la tomba più recente, quella di Gigi Riva, curata e rispettata: un’eccezione che rende ancora più evidente il contrasto con il degrado circostante.

Le immagini raccolte tra i viali mostrano croci cadute, sculture danneggiate, scale e passaggi transennati, persino un albero di fichi cresciuto sopra una scalinata, testimonianza di anni di mancata manutenzione. Una condizione che non solo offende la memoria dei defunti, ma priva la città di un patrimonio che potrebbe essere parte integrante di percorsi turistici e culturali.

Il cimitero ospita le sepolture di personaggi illustri della storia e della cultura sarda e custodisce cappelle e monumenti funerari realizzati tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento da importanti artisti locali e nazionali. Nonostante ciò, segnalazioni e denunce da parte di cittadini e associazioni si susseguono da anni senza che sia arrivata una soluzione definitiva. Gli interventi, sporadici e insufficienti, non hanno impedito il progressivo declino di quello che un tempo era uno dei luoghi simbolo della città.

Il camposanto di Bonaria, progettato da Luigi Damiano e successivamente ampliato dall’architetto Gaetano Cima, rappresenta una testimonianza storica e architettonica unica nel suo genere. Ma oggi, senza un piano di manutenzione costante e una reale valorizzazione, rischia di essere dimenticato, trasformandosi in un monumento al degrado più che alla memoria.

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Last modified: Settembre 25, 2025
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