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Cagliari, chiude la sede Arpas di via Contivecchi: dipendenti in smart working per motivi di sicurezza

Cagliari (giovedì, 30 ottobre 2025) – Sede chiusa e personale a casa in modalità di lavoro agile. È la misura straordinaria adottata dalla direttrice generale dell’Arpas, Nicoletta Vannina Ornano, dopo l’ennesimo episodio di emergenza negli uffici di via Contivecchi, dove la situazione igienico-strutturale è diventata ormai insostenibile.

di Roberto Meloni

La decisione è arrivata in seguito all’aggravarsi delle perdite fognarie e delle infiltrazioni che da anni affliggono lo stabile. «L’edificio non garantisce più le condizioni minime di sicurezza e tutela della salute per i lavoratori», si legge nella nota inviata dalla direttrice all’assessorato regionale degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica. Da ieri, tutto il personale dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna è stato posto in smart working “fino a data da destinarsi”.

I problemi nella struttura di via Contivecchi non sono una novità: la direzione aveva più volte segnalato il degrado dell’immobile e sollecitato un trasferimento nei nuovi locali individuati in via Padova. Tuttavia, la procedura di acquisizione avviata nel 2019 non ha ancora portato risultati concreti, lasciando centinaia di dipendenti in una situazione di precarietà logistica e organizzativa.

Sulla vicenda è intervenuta con forza la Cisl Funzione Pubblica Sardegna, che ha chiesto un incontro urgente con la direttrice Ornano, l’assessora degli Affari Generali Mariaelena Motzo, l’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi e l’assessore degli Enti Locali Francesco Spanedda, inviando una comunicazione anche alla presidente della Regione Alessandra Todde.

«Comprendiamo la necessità di tutelare la salute dei lavoratori, ma è inaccettabile che dopo anni di segnalazioni non sia stata ancora trovata una soluzione stabile», ha dichiarato il segretario generale della Cisl Fp, Massimo Cinus. «La situazione è paradossale e di estrema gravità. Regione e Arpas devono intervenire subito, perché non possono essere i dipendenti e i cittadini a pagare le conseguenze dell’inerzia amministrativa».

Il sindacato chiede che venga garantita la continuità dei servizi essenziali di tutela ambientale e che la Regione si faccia carico, in tempi brevi, del trasferimento nella nuova sede.

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Last modified: Ottobre 30, 2025
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