Cagliari (mercoledì, 15 ottobre 2025) — Oltre 400 farmacisti provenienti da tutta la Sardegna si sono radunati questa mattina sotto il palazzo del Consiglio regionale per chiedere il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto da più di un anno. La protesta, organizzata dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, è un grido di rabbia e dignità contro la decisione di Federfarma di interrompere unilateralmente le trattative.
di Roberto Meloni
Camici bianchi, bandiere al vento e fischietti hanno colorato il corteo, simbolo di una categoria che si sente dimenticata. “I lavoratori e le lavoratrici che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale non possono essere trattati come numeri – denunciano i segretari regionali Nella Milazzo, Monica Porcedda e Cristiano Ardau –. Le farmacie sono diventate un punto di riferimento sanitario, ma chi ci lavora dentro continua a essere ignorato.”
In Sardegna sono oltre 2.000 i farmacisti collaboratori in attesa di un rinnovo contrattuale che riconosca la loro professionalità. Negli ultimi anni, con la riforma sanitaria e l’ampliamento dei servizi, il loro ruolo è diventato sempre più centrale: non solo dispensano farmaci, ma effettuano tamponi, vaccinazioni, analisi di prima istanza e consulenze sanitarie. Nonostante ciò, le retribuzioni restano ferme da anni.
La rottura del tavolo negoziale è arrivata il 9 ottobre, quando Federfarma ha ritirato la disponibilità a proseguire le trattative. “Non chiediamo la luna – ribadiscono i sindacati – ma un aumento di 180 euro sarebbe il minimo per riconoscere il valore del lavoro di farmaciste e farmacisti. Negarlo significa sminuire competenze e responsabilità che garantiscono la salute dei cittadini ogni giorno.”
La manifestazione di Cagliari è solo la prima tappa di una mobilitazione destinata a estendersi a livello nazionale, con nuove giornate di sciopero già programmate.
A sostegno della protesta è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, che ha incontrato una delegazione dei rappresentanti sindacali insieme alla presidente della commissione Salute, Carla Fundoni. “Questa non è solo la vostra vertenza – ha detto Comandini – ma anche la nostra. Metteremo in campo tutto ciò che è possibile per sostenere la trattativa con Federfarma.”
La presidente Fundoni ha aggiunto che la commissione chiederà un incremento delle risorse a sostegno delle farmacie, definite “presidi salvavita” soprattutto nei piccoli centri.
La piazza di oggi segna un punto di svolta: “Non ci fermeremo – concludono i sindacati – finché non verrà riconosciuta dignità e giustizia a chi, ogni giorno, è in prima linea per la salute dei cittadini.”
Last modified: Ottobre 15, 2025


