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Cagliari, il documento del Senato accademico “contro” Israele continua a dividere l’università

Cagliari (lunedì, 1 dicembre 2025) — Il documento approvato dal Senato accademico dell’Università di Cagliari il 30 settembre scorso, che sospende i rapporti con istituzioni israeliane ritenute compromesse con le politiche del governo di Tel Aviv, continua a suscitare forti tensioni e divisioni all’interno dell’ateneo.

di Roberto Meloni

La mozione, che parla di un «plausibile rischio di genocidio» a Gaza, viene criticata da due fronti opposti: c’è chi la ritiene troppo cauta verso Israele e chi, al contrario, giudica inaccettabile la definizione di Hamas come «gruppo armato radicale» invece che «organizzazione terroristica», qualifica riconosciuta da Unione europea, Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Paraguay.

Il testo prevede, tra l’altro, il riconoscimento dello Stato di Palestina, il sostegno ai corridoi umanitari per studenti e accademici palestinesi e l’impegno dei Dipartimenti e dei Centri di ricerca a recepire e applicare i principi contenuti nella dichiarazione.

Domani, 2 dicembre, il tema approderà al Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali, dove una ventina di docenti ha presentato un emendamento per rafforzare il documento. La proposta richiama i mandati d’arresto della Corte penale internazionale nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu e del ministro della Difesa Yoav Gallant — ma non quello contro il comandante delle brigate al-Qassam — e chiede di modificare la clausola che limita la sospensione dei rapporti accademici solo ai nuovi accordi.

L’emendamento propone infatti di estendere il blocco anche agli accordi già in essere, “fino al pieno e accertato rispetto del diritto internazionale”.

La richiesta arriva, spiegano i firmatari, “a causa del protrarsi delle operazioni militari israeliane a Gaza, nonostante la proclamazione del cessate il fuoco di ottobre 2025, che continuano a colpire indiscriminatamente i civili palestinesi e hanno provocato oltre 60mila vittime, tra cui più di 18mila bambini, 120mila feriti e due milioni di sfollati”.

Il dibattito interno all’Università di Cagliari resta dunque acceso, tra chi invoca una presa di posizione più netta contro le politiche israeliane e chi chiede di evitare formulazioni considerate ambigue o ideologiche.

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Last modified: Dicembre 1, 2025
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