Cagliari (giovedì, 13 novembre 2025) — Un normale giro in scooter si è trasformato in un incubo per Federico Trincas, 19 anni, residente nel quartiere di Sant’Elia. Tre mesi fa il giovane è finito in coma per tre giorni dopo un grave incidente causato, secondo la sua testimonianza, da una rete di protezione installata in modo errato dal Comune.
di Roberto Meloni
Era una giornata come tante quando, percorrendo via Schiavazzi, Federico ha improvvisamente perso il controllo dello scooter. La ruota anteriore si sarebbe impigliata nella rete metallica che delimitava un’area di lavori, facendolo cadere in un fossato laterale. L’impatto è stato violentissimo: il giovane ha riportato un polmone perforato e diverse lesioni interne.
Soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Brotzu, è rimasto per tre giorni in coma, prima di riprendersi lentamente. Oggi è fuori pericolo, ma le ferite fisiche e psicologiche restano profonde. “Non si può rischiare la vita per una buca o per una rete montata male – racconta –. Serve più attenzione da parte del Comune, perché certe cose non devono accadere”.
Il caso ha scosso la comunità di Sant’Elia, dove i residenti da tempo denunciano la presenza di dissesti stradali, buche e lavori lasciati a metà. In molti parlano di una manutenzione insufficiente e di situazioni di pericolo diffuse in varie zone del quartiere.
La famiglia del ragazzo, ancora scossa per quanto accaduto, chiede chiarezza e responsabilità: “Federico è vivo per miracolo – spiegano –. Ma chi si occupa di questi lavori deve garantire la sicurezza dei cittadini”.
Una storia che riporta l’attenzione sulle condizioni delle strade e sulla necessità di un controllo più rigoroso nei cantieri cittadini, per evitare che un’ordinaria giornata di spostamenti possa trasformarsi in una tragedia.
Last modified: Novembre 13, 2025


