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Cagliari, operazione “Termine”: spunta la pista della mafia albanese dietro al maxi traffico di droga

Cagliari (mercoledì, 8 ottobre 2025) — L’ombra della mafia albanese si allunga sull’inchiesta “Termine”, la maxi operazione antidroga che lunedì ha portato all’arresto di 50 persone, con altri 9 ai domiciliari e 3 sottoposti all’obbligo di dimora. I carabinieri del Nucleo operativo di Carbonia e la Direzione distrettuale antimafia di Cagliari stanno infatti indagando sui possibili legami internazionali di una delle due organizzazioni criminali smantellate, che avrebbe avuto contatti diretti con gruppi mafiosi operanti oltre l’Adriatico.

di Roberto Meloni

Nelle oltre 368 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Luca Melis non compare mai esplicitamente la parola “mafia”, ma gli elementi raccolti dai magistrati, guidati dal procuratore Rodolfo Sabelli e dal sostituto Danilo Tronci, delineano un sistema criminale estremamente strutturato. Due le organizzazioni principali: una attiva nell’acquisto di ingenti quantità di cocaina da Toscana e Veneto, l’altra specializzata nel trasporto della droga in Sardegna, nascosta dentro camion modificati con doppifondi.

L’indagine, durata cinque anni e coordinata con la Direzione nazionale antimafia, avrebbe però svelato un ulteriore livello di complessità. Secondo gli inquirenti, una parte delle forniture proveniva da circuiti di narcotraffico collegati all’Albania, dove si troverebbero i veri fornitori della sostanza stupefacente poi smistata in Italia. Le tracce portano a un gruppo di cittadini albanesi, otto dei quali risultano indagati, con legami e contatti attivi nel loro Paese d’origine.

Il sospetto, ancora al vaglio degli investigatori, è che dietro la rete di approvvigionamento e trasporto della cocaina possa esserci una struttura criminale riconducibile alla mafia albanese, già nota in diversi Paesi europei per la gestione dei traffici di droga. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma fonti vicine all’inchiesta parlano di un’attività di cooperazione internazionale in corso, con l’obiettivo di tracciare i flussi di droga e di denaro oltre confine.

L’ordinanza descrive nel dettaglio come, negli anni, siano arrivati in Sardegna quasi cento chili di cocaina, nascosti in tir e furgoni che facevano la spola tra il Nord Italia e il Sulcis Iglesiente. Un sistema logistico efficiente e ben organizzato, che avrebbe garantito alle due bande profitti milionari e un capillare controllo del mercato locale.

Un’indagine che, secondo gli investigatori, potrebbe aprire nuovi scenari sul ruolo della criminalità organizzata straniera nei traffici di droga che attraversano la Sardegna e l’Italia, confermando la presenza di ramificazioni transnazionali sempre più radicate e difficili da smantellare.

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Last modified: Ottobre 8, 2025
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