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Cagliari, scontro tra magistrati e avvocati sul referendum per la giustizia

Cagliari (mercoledì, 3 dicembre 2025) — Il Palazzo di Giustizia di Cagliari è diventato il centro di un acceso confronto tra magistrati e avvocati, dopo la decisione di concedere l’aula della Corte d’Appello al comitato per il No al referendum sulla giustizia, promosso dall’Associazione nazionale magistrati per contrastare la riforma del governo Meloni.

di Roberto Meloni

L’Ordine degli Avvocati di Cagliari e la Camera penale “Aldo Marongiu” hanno contestato la scelta, chiedendo la revoca dell’autorizzazione e sostenendo che un’iniziativa di natura “politica” non possa trovare spazio all’interno di un edificio simbolo della neutralità istituzionale. “Il palazzo di giustizia non è e non può diventare teatro della politica — ha dichiarato il presidente dell’Ordine, Matteo Pinna — rappresenta uno dei presìdi più alti delle istituzioni democratiche, dove deve essere coltivata la neutralità assoluta”.

La replica è arrivata dai magistrati Vincenzo Amato, presidente del Tribunale, e Luigi Patronaggio, procuratore generale, che hanno firmato dichiarazioni separate ma convergenti nella difesa dell’iniziativa.

Amato ha definito “sorprendente e grave” la richiesta di revoca avanzata dagli avvocati, ricordando che “il Comitato per il No nasce per iniziativa dell’Anm e ha il diritto di riunirsi nei locali del Palazzo, come previsto dallo statuto e dalla prassi consolidata”. Ha aggiunto che “i magistrati, in quanto pubblici dipendenti, hanno un diritto costituzionalmente protetto di riunirsi e discutere su questioni che riguardano l’indipendenza e l’autonomia della magistratura”.

Il presidente del Tribunale ha inoltre criticato il linguaggio usato nella contestazione dell’Ordine forense, parlando di una “strumentale qualificazione politica” dell’incontro e affermando che “la richiesta di revoca rivela una posizione partigiana, favorevole al Sì referendario”. Con un tono polemico, Amato ha concluso evocando un motto del Ventennio fascista: “Vietato disturbare il manovratore”, a indicare la volontà, secondo lui, di zittire un legittimo confronto democratico.

Sulla stessa linea il procuratore generale Luigi Patronaggio, che ha definito la posizione degli avvocati “illiberale e antidemocratica”. “Reclamare il divieto di accesso al Palazzo di giustizia al Comitato per il No è inaccettabile — ha detto —. Il tribunale è la casa dei magistrati, degli avvocati e dei cittadini onesti, e deve restare un luogo di libertà e di confronto aperto”.

Il caso ha aperto una frattura senza precedenti nei rapporti tra magistratura e avvocatura cagliaritana, con il rischio di trascinare la campagna referendaria dentro le aule giudiziarie, in un clima già segnato da tensioni istituzionali e reciproche accuse di politicizzazione.

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Last modified: Dicembre 3, 2025
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