Cagliari (mercoledì, 23 luglio 2025) — Una pizzeria al centro di un sistema criminale fatto di minacce, aggressioni, stalking e traffico di stupefacenti. È questo il quadro emerso dalle indagini condotte dalla squadra mobile della Polizia di Stato di Cagliari, sotto il coordinamento della Procura, che hanno portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di sei persone, accusate di diversi reati aggravati anche da modalità riconducibili a contesti mafiosi.
Di Roberto Meloni
Le indagini sono scattate dopo una violenta aggressione subita dal titolare di una pizzeria concorrente, un episodio che ha acceso i riflettori su una sequenza di atti intimidatori perpetrati nel cuore del capoluogo sardo. I sei indagati, tutti legati a vario titolo a un’attività di ristorazione, avrebbero avviato una vera e propria campagna persecutoria per mettere fuori gioco i rivali. Tra gli episodi più gravi, il rogo doloso di tre auto appartenenti ai gestori dell’altra pizzeria, un’escalation di violenza che ha portato gli inquirenti a ipotizzare la presenza di un’organizzazione dai connotati simil-mafiosi.
Ma l’aspetto più sorprendente dell’indagine è emerso nel corso degli accertamenti: la pizzeria era anche la base logistica di un traffico di droga gestito con consegne a domicilio, camuffate da ordinarie consegne di cibo. Un sistema rodato, capace di muovere quantità consistenti di stupefacenti direttamente nelle mani dei clienti, approfittando dell’apparente innocuità dell’attività commerciale.
Il Gip ha disposto misure cautelari differenziate: due dei principali indagati sono stati trasferiti in carcere, tre sono finiti ai domiciliari con il braccialetto elettronico, mentre il sesto è sottoposto all’obbligo di dimora. L’operazione rappresenta un colpo importante alla criminalità urbana che tenta di mimetizzarsi dietro attività economiche legittime.
Last modified: Luglio 23, 2025


