Esteri (martedì, 16 settembre 2025) — La Striscia di Gaza vive ore drammatiche. L’esercito israeliano ha lanciato l’assalto finale contro Gaza City, cuore politico e simbolico del movimento Hamas, annunciando l’intenzione di “distruggere il nemico” e al tempo stesso aprire corridoi umanitari per l’evacuazione dei civili. Il premier Benjamin Netanyahu ha definito l’offensiva “un’operazione significativa”, mentre il ministro della Difesa Israel Katz ha affermato senza mezzi termini: “Gaza brucia, se Hamas non libera gli ostaggi e non depone le armi, la Striscia sarà distrutta”.
di Roberto Meloni
Secondo fonti palestinesi, solo dall’alba di oggi i raid israeliani hanno causato almeno 78 vittime. Dall’inizio del conflitto, oltre 64mila palestinesi hanno perso la vita e più di 350mila persone sono state costrette alla fuga dalla città, ammassandosi lungo la strada di al-Rashid nel disperato tentativo di raggiungere le zone meridionali. L’Onu avverte che entro la fine del mese più di 640mila persone saranno in carestia.
Durissima la condanna della comunità internazionale. Il segretario generale Antonio Guterres ha parlato di una “situazione moralmente, politicamente e legalmente intollerabile”, dopo che una commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite ha definito le azioni di Israele un “genocidio”. L’Egitto avverte del rischio di “caos totale” in tutta la regione, mentre la Germania e la Gran Bretagna hanno bollato l’offensiva come “sbagliata e irresponsabile”. L’Ue, per voce di Kaja Kallas, annuncia misure economiche e sanzioni contro Tel Aviv.
Le tensioni diplomatiche sono alle stelle. Israele accusa Bruxelles di “rafforzare Hamas” sospendendo l’accordo di associazione, mentre dal Qatar arriva l’annuncio che i negoziati per una tregua sono ormai “senza valore” dopo un raid israeliano a Doha.
Il Papa ha telefonato alla parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza per manifestare la sua vicinanza ai 450 rifugiati ospitati nella chiesa, mentre il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha chiesto lo “stop alla carneficina” e l’avvio di un percorso verso la soluzione dei due Stati.
Intanto sul terreno la situazione appare sempre più drammatica. Secondo l’Idf, vengono impiegati anche blindati carichi di esplosivo e telecomandati per aprire la strada alle truppe, con esplosioni udite fino a Tel Aviv. Hamas, da parte sua, ha minacciato di giustiziare gli ostaggi se l’assalto proseguirà. Le famiglie dei prigionieri israeliani hanno proclamato lo “stato di emergenza” e protestano davanti alla residenza di Netanyahu, temendo per la sorte dei propri cari.
Una spirale di violenza che, secondo osservatori internazionali, rischia di trascinare l’intero Medio Oriente in una nuova e devastante fase di instabilità.
Foto: ANSA
Last modified: Settembre 16, 2025


