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Giorno della Memoria: il monito di Massimo Zedda contro l’odio e l’indifferenza

Cagliari (martedì, 27 gennaio 2026) — Nella solenne ricorrenza del Giorno della Memoria, il sindaco Massimo Zedda ha rivolto un messaggio alla cittadinanza per ribadire l’urgenza di una memoria attiva e consapevole. Nonostante siano trascorsi oltre ottant’anni dalla liberazione di Auschwitz, il primo cittadino ha evidenziato come il dovere del ricordo rimanga un pilastro fondamentale del vivere civile, specialmente in un’epoca segnata da nuove e drammatiche tensioni internazionali. La Shoah non viene rievocata come una semplice data sul calendario, ma come il monito supremo di un’epoca in cui l’umanità fu travolta dal progetto disumano di annientamento del popolo ebraico e di innumerevoli minoranze.

Di Mirko Aglianò

Il discorso di Zedda ha toccato l’essenza delle ideologie fasciste, descritte come sistemi che, storicamente e nel presente, generano povertà, devastazione e negazione delle libertà fondamentali. Richiamando l’inquietante paradosso della scritta “Arbeit macht frei” all’ingresso dei campi di sterminio, il sindaco ha contrapposto quella falsa promessa di libertà alla realtà dei forni crematori, sottolineando che l’unico percorso verso l’emancipazione umana risiede nella cultura e nella pace.

Un appello particolare è stato indirizzato alle nuove generazioni, esortate a coltivare la curiosità e lo studio critico per decodificare i segnali di un passato che rischia di ripetersi. Secondo Zedda, la conoscenza è l’unico anticorpo efficace contro l’odio verso il diverso e il pregiudizio. La riflessione del Sindaco si conclude con un auspicio collettivo: riconoscere che solo la stabilità dei diritti e la consapevolezza storica possono rendere i cittadini realmente liberi, trasformando il dolore del passato in un impegno quotidiano per la convivenza democratica.

Immagine di proprietà del sito istituzionale del Comune di Cagliari, qui riprodotta per soli fini informativi.

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Last modified: Gennaio 27, 2026
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