Cagliari (lunedì, 20 ottobre 2025) – Continua a crescere la protesta per il collasso dei servizi sanitari nell’ospedale “San Giuseppe” di Isili. Il sindaco, Luca Pilia, è salito sul tetto del presidio per issare uno striscione con una richiesta chiara: “Riaprite l’ospedale h24”. Con lui anche i Supereroi Acrobatici, che si sono calati dall’alto per sostenere simbolicamente la battaglia in difesa del diritto alla salute.
di Roberto Meloni
Il gesto del primo cittadino arriva dopo settimane di disagi e chiusure a intermittenza del pronto soccorso, costretto a operare in modalità ridotta per mancanza di personale. Nelle ore serali e nei fine settimana, infatti, il servizio è spesso sospeso, lasciando scoperto un territorio vasto e fragile come quello del Sarcidano e della Barbagia di Seulo.
“Questo servizio è fondamentale per il nostro territorio – ha spiegato Pilia –. Non possiamo accettare che un intero comprensorio resti senza un pronto soccorso attivo. È una questione di dignità e di giustizia”.
Sul tema è intervenuta anche la Uil, con il segretario regionale Massimo Marceddu e il rappresentante territoriale Ignazio Marrocu: “Il pronto soccorso di fatto è aperto part-time. Gli abitanti del Sarcidano e della Barbagia di Seulo sono costretti a viaggiare per ore per ricevere assistenza o, peggio, a rinunciare alle cure. Non è più tollerabile che in Sardegna esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B”.
La protesta ha richiamato decine di cittadini e operatori sanitari davanti all’ospedale, diventato ormai il simbolo di una crisi sanitaria che colpisce le zone interne dell’Isola.
I sindacati chiedono alla presidente della Regione, Alessandra Todde, e all’assessore alla Sanità, Armando Bartolazzi, un intervento immediato per ripristinare la piena operatività del pronto soccorso. “Basta soluzioni tampone – sottolineano Marceddu e Marrocu –. Servono investimenti strutturali e personale stabile. Gli abitanti di questo territorio hanno gli stessi diritti alla salute di tutti gli altri sardi”.
La mobilitazione non si ferma: il sindaco e la popolazione promettono nuove iniziative se la Regione non interverrà in tempi rapidi. “Il nostro ospedale non può morire – conclude Pilia –. Difenderemo il diritto alla salute fino all’ultimo”.
Last modified: Ottobre 20, 2025


