Cagliari (venerdì, 1 luglio 2025) — La Polizia di Stato ha condotto una vasta operazione a livello nazionale contro l’estremismo giovanile online, eseguendo 22 perquisizioni nei confronti di minorenni tra i 13 e i 17 anni coinvolti in attività di matrice suprematista, accelerazionista, antagonista e jihadista. Anche la Sardegna è stata interessata dall’operazione, con controlli a carico di giovani residenti nelle province di Oristano e Sassari.
di Roberto Meloni
Le indagini, coordinate dalle Procure dei minori, hanno evidenziato la presenza crescente di giovanissimi in contesti di radicalizzazione violenta attraverso i social network. A Oristano sono stati perquisiti due 15enni, collegati a un precedente procedimento che aveva già coinvolto un 14enne segnalato per aver diffuso immagini con armi e simboli estremisti. A Sassari, un 17enne è stato individuato nell’ambito di un’inchiesta che nel 2024 aveva portato all’arresto di un 19enne per arruolamento con finalità di terrorismo e propaganda razzista.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati dispositivi elettronici, bandiere con simboli suprematisti, fucili giocattolo privi di tappo rosso, componenti per la realizzazione di molotov, manuali di addestramento e materiale di propaganda neonazista e jihadista.
Secondo la Polizia, i social network sono ormai il principale veicolo di radicalizzazione, con tempi sempre più rapidi: dall’esposizione ai contenuti violenti alla pianificazione di azioni criminali possono passare poche settimane. A livello europeo, molti degli arresti legati al terrorismo vedono coinvolti adolescenti, spesso provenienti da contesti di disagio sociale e psicologico.
L’operazione conferma la necessità di interventi mirati per prevenire il fenomeno della radicalizzazione online, fenomeno che in Italia, dal 2023, ha già portato all’arresto di diversi minori e al monitoraggio di oltre un centinaio di giovani ritenuti a rischio.
Last modified: Agosto 1, 2025


