Scritto da 11:09 am Cagliari, Attualità, Top News

Piazza del Carmine diventa zona rossa, ma i residenti non si fidano: “Servono soluzioni, non solo annunci”

Cagliari (mercoledì, 17 settembre 2025) — La decisione di istituire una “zona rossa” in piazza del Carmine, sollecitata dal Prefetto e adottata oggi dal sindaco Massimo Zedda, non placa le polemiche né le preoccupazioni dei residenti. Per due mesi la piazza e le aree circostanti saranno presidiate da una task force composta da polizia, carabinieri e guardia di finanza, con l’obiettivo di contrastare episodi di violenza e degrado che da tempo allarmano il quartiere.

di Roberto Meloni

La misura straordinaria arriva dopo settimane di cronaca nera: risse, accoltellamenti e aggressioni che hanno trasformato uno dei luoghi più frequentati della città in un epicentro di tensioni sociali. Ma per i cittadini si tratta di un provvedimento tardivo. “Zedda doveva svegliarsi prima”, afferma senza mezzi termini Adolfo Costa, presidente del Comitato di Stampace. “Cagliari non è sicura, abbiamo bisogno dell’intervento delle forze dell’ordine, anche dell’esercito probabilmente, per garantire la tutela dei cittadini”.

Costa non crede che la zona rossa sia sufficiente a garantire un cambiamento duraturo: “Alla fine dei due mesi i problemi non spariranno da soli. Servono soluzioni strutturali: telecamere che registrino tutto ciò che accade e una centrale di controllo in grado di garantire un pronto intervento. E poi il vigile di quartiere, la presenza costante di poliziotti e carabinieri che camminino tra la gente, dando un senso di sicurezza”.

Il provvedimento del Prefetto prevede il rafforzamento immediato dei controlli nelle zone più critiche della città, in particolare piazza del Carmine e vie limitrofe. Saranno intensificate le attività di prevenzione e repressione dei reati, con particolare attenzione alla microcriminalità legata a spaccio e aggressioni.

Resta però l’incognita su cosa accadrà al termine dei sessanta giorni di “zona rossa”. Le istituzioni assicurano che sarà un banco di prova per valutare l’efficacia del modello e pensare a soluzioni più stabili. Ma nei quartieri cresce la richiesta di un impegno concreto e continuativo: non solo interventi d’emergenza, ma politiche di lungo respiro capaci di restituire vivibilità a un’area che rischia di diventare sinonimo di insicurezza.

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Last modified: Settembre 17, 2025
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