Cagliari (mercoledì, 16 luglio 2025) — Dopo sei mesi di presidio costante sotto il palazzo della Regione in via Roma, gli operatori socio sanitari (OSS) precari della Sardegna hanno finalmente ottenuto un incontro ufficiale con la presidente della Regione Alessandra Todde e l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi. Il faccia a faccia, avvenuto questa mattina al Consiglio regionale, ha sancito un impegno concreto da parte dell’esecutivo isolano per accelerare il processo di stabilizzazione del personale.
Di Roberto Meloni
“Serve completare la ricognizione del fabbisogno triennale nelle Asl che ancora non hanno provveduto”, ha dichiarato la presidente Todde. Solo così, ha aggiunto, si potrà procedere con la ricostituzione delle graduatorie di stabilizzazione, fondamentali per assorbire quei lavoratori che, pur avendo maturato i requisiti, sono rimasti esclusi dai precedenti elenchi. L’assessore Bartolazzi ha confermato l’intenzione di vigilare sull’intero iter, con l’obiettivo di garantire equità e celerità.
Questa apertura giunge dopo mesi di protesta ininterrotta da parte degli OSS, che oggi si sono dati appuntamento davanti all’assessorato alla Sanità prima di raggiungere il Consiglio. Circa 130 operatori hanno partecipato al sit-in, ribadendo la necessità di riconoscere il loro contributo durante la pandemia e la parità di trattamento tra nord e sud dell’isola. “Nel nord Sardegna si è proceduto regolarmente con le assunzioni, mentre nel sud molte aziende sono rimaste ferme”, ha denunciato il portavoce Desiderio Mallus.
I manifestanti chiedono ora lo scorrimento delle graduatorie senza discriminazioni: “Durante il Covid eravamo tutti in prima linea, non esistono OSS di serie A o B”, ha affermato Mallus. La Regione, dal canto suo, ha assicurato che i nuovi elenchi includeranno anche chi ha recentemente acquisito i titoli di idoneità. Un impegno atteso da centinaia di famiglie, che ora guardano con maggiore speranza al futuro.
Last modified: Luglio 16, 2025


