Cagliari (domenica, 7 settembre 2025) — Ennesima rissa nel cuore della città e nuovi timori per la sicurezza. L’episodio, avvenuto ieri sera tra alcuni stranieri nel centro di Cagliari, con lanci di bottiglie e tavolini rovesciati, ha riacceso le preoccupazioni di cittadini ed esercenti che operano nelle zone della movida.
di Roberto Meloni
La denuncia arriva da Fipe Confcommercio Sud Sardegna, che parla a nome di tanti operatori economici ormai esasperati da episodi che, pur non rientrando nei grandi delitti o nella criminalità organizzata, minano quotidianamente la serenità del tessuto urbano. «Così non possiamo lavorare. Serve uno sforzo in più per la sicurezza di tutti», ha dichiarato il presidente Emanuele Frongia.
La situazione è percepita come un «liberi tutti» in aree sensibili come il quartiere Marina, dove il degrado e il ripetersi di episodi di violenza creano un contesto difficile. «I nostri associati sono arrabbiati e preoccupati: nonostante il costante lavoro delle forze dell’ordine e i tanti eventi che cercano di restituire vivibilità al centro, ci troviamo ancora a fare i conti con risse, danneggiamenti e situazioni che scoraggiano clienti e turisti», ha aggiunto Frongia.
Gli esercenti segnalano anche la presenza quotidiana di fenomeni legati a vagabondaggio ed elemosina molesta, spesso non denunciati ma avvertiti come una pressione costante che incide sulla qualità della vita. «Non di rado siamo noi stessi a dover allontanare persone dai luoghi in cui lavoriamo», raccontano i commercianti.
Fipe chiede dunque «risposte concrete» da parte delle istituzioni, sottolineando il rischio che la frustrazione crescente possa spingere qualcuno a ricorrere a forme di “giustizia privata”. Un allarme che mette in luce la necessità di rafforzare controlli e strategie di prevenzione, affinché Cagliari, pur più sicura rispetto ad altre città italiane, non perda la sua attrattiva e resti un luogo in cui vivere e lavorare senza paura.
Last modified: Settembre 7, 2025


