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Sanità, in Sardegna 270mila persone rinunciano alle cure: mancano 150 medici di base

Cagliari (mercoledì, 8 ottobre 2025) — Quasi 270mila sardi, pari al 17,2% della popolazione, hanno rinunciato nel 2024 a una o più prestazioni sanitarie. È una percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale (9,9%) e in crescita di 3,5 punti rispetto all’anno precedente. A fotografare la situazione è l’ottavo Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale pubblicato dalla Fondazione Gimbe, che descrive una sanità regionale in forte affanno, con carenze strutturali e una preoccupante diminuzione dei medici di base.

di Roberto Meloni

Secondo lo studio, il 60,6% dei medici di medicina generale in Sardegna supera il limite massimo di 1.500 assistiti, contro una media nazionale del 51,7%. In totale, ogni medico sardo segue in media 1.391 pazienti, ben al di sopra del rapporto ottimale di 1.200 previsto dagli standard. Da qui la stima: nell’Isola mancano circa 150 professionisti per garantire una copertura adeguata del territorio.

Un problema che si trascina da anni, aggravato dalla fuga di medici verso altre regioni e dalla difficoltà di ricambio generazionale. Tra il 2019 e il 2023 i medici di base in Sardegna si sono ridotti del 39%, a fronte di una media nazionale del 12,7%. Nel 2024, inoltre, i candidati al corso di formazione in medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili: 17 in meno rispetto alle borse finanziate, con un calo del 28%.

Sul fronte pediatrico, la situazione appare più stabile, ma secondo Gimbe entro il 2028 ben 62 pediatri di libera scelta raggiungeranno l’età di pensionamento, un dato che rischia di aprire una nuova emergenza nei prossimi anni.

Il rapporto evidenzia anche un divario crescente tra sanità pubblica e privata. Le strutture accreditate coprono in Sardegna solo il 22,8% del valore complessivo della mobilità sanitaria, contro una media italiana del 54,4%, segno di una minore capacità attrattiva del settore privato.

Nonostante i numeri complessivi di personale sanitario risultino superiori alla media nazionale — con 14,2 unità ogni mille abitanti contro 11,9 — la distribuzione resta squilibrata: ci sono più medici dipendenti (2,59 ogni mille abitanti) ma meno infermieri (5,26), con un rapporto medico-infermiere di 2,03, inferiore alla media italiana di 2,54.

Un quadro che, secondo la Fondazione Gimbe, conferma la necessità di interventi urgenti per garantire equità di accesso, potenziare la medicina territoriale e incentivare la formazione dei giovani professionisti. In caso contrario, sempre più cittadini sardi rischiano di rimanere esclusi dal diritto fondamentale alla salute.

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Last modified: Ottobre 8, 2025
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