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Sardegna, polemica sulla presenza di militari israeliani in vacanza: opposizioni chiedono chiarezza al governo

Cagliari (lunedì, 8 settembre 2025) — La presenza di centinaia di militari israeliani in vacanza in Sardegna e nelle Marche scatena una bufera politica.

di Roberto Meloni

Al centro delle polemiche il resort a cinque stelle di Baia Santa Reparata, a Santa Teresa Gallura, dove da giorni si svolgono sit-in di protesta da parte di attivisti pro Palestina. A far discutere è la natura della permanenza: secondo fonti citate dall’Ansa, gli ospiti sarebbero soldati dell’Idf in “decompressione” dopo le operazioni a Gaza, considerati obiettivi sensibili e quindi sorvegliati dalle forze dell’ordine italiane.

Il governo Meloni non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma il silenzio alimenta i dubbi. Dopo il Movimento 5 Stelle, anche Alleanza Verdi e Sinistra solleva il caso. «Ho presentato un’interrogazione ai ministri della Difesa e dell’Interno perché chiariscano quanto sta accadendo», afferma la deputata sarda Francesca Ghirra (in foto). «Il presidio delle forze di polizia davanti al resort lascia intendere che le preoccupazioni degli attivisti siano fondate. Sarebbe gravissimo se esistesse un accordo con Israele per ospitare i soldati nei nostri territori, in strutture aperte al pubblico».

Durissimo anche Angelo Bonelli, che definisce la vicenda «vergognosa» e annuncia un’interpellanza urgente in Parlamento: «Da una parte apriamo i nostri ospedali ai bambini palestinesi, dall’altra i resort italiani ai soldati che quelle bombe le sganciano. È la plastica rappresentazione della doppia morale di questo governo».

Il nodo centrale resta la trasparenza. Le opposizioni chiedono al premier Giorgia Meloni e al ministro degli Esteri Antonio Tajani di chiarire se esista un accordo formale o informale con il governo Netanyahu e quali autorità abbiano autorizzato la permanenza dei militari. Sullo sfondo, oltre alle implicazioni etiche e politiche, ci sono anche i possibili costi economici legati alla sorveglianza delle strutture.

In attesa di risposte ufficiali, la vicenda continua ad alimentare proteste e tensioni, trasformandosi in un caso nazionale che chiama in causa non solo la politica estera italiana, ma anche l’immagine della Sardegna come meta turistica.

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Last modified: Settembre 8, 2025
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