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Scontro tra Roma e Cagliari: il Governo impugna due leggi sarde su trasporti e edilizia

Cagliari (martedì, 5 agosto 2025) — Si riaccende il confronto istituzionale tra Governo e Regione Sardegna. Il Consiglio dei Ministri, nella seduta di lunedì 4 agosto, ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale due leggi regionali, provocando forti reazioni nel panorama politico isolano. Oggetto del contendere: la legge sul trasporto pubblico non di linea e la normativa regionale che interpreta in modo autonomo il decreto nazionale “Salva-casa”.

di Roberto Meloni

La prima impugnativa riguarda la legge regionale n. 16 del 16 giugno 2025, che regola il trasporto mediante taxi e Ncc. Il provvedimento, pensato per adattare il servizio alle esigenze specifiche della Sardegna, è stato contestato dal Governo in quanto, secondo l’esecutivo, violerebbe le norme statali in materia di tutela della concorrenza, andando oltre i limiti dell’autonomia concessa dallo Statuto sardo.

Ma a suscitare il maggiore scontro politico è la seconda legge, la n. 15 del 17 giugno 2025, ribattezzata “Salva-casa in salsa sarda”. La Regione ha deciso di mantenere l’obbligo di una superficie minima di 28 metri quadri per i monolocali, rigettando la riduzione a 20 metri prevista dalla legge nazionale promossa dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. L’intento della Giunta Todde è quello di preservare standard abitativi dignitosi e condizioni igienico-sanitarie adeguate, soprattutto in un territorio soggetto a forti pressioni urbanistiche.

Ora sarà la Corte Costituzionale a decidere se le due norme sarde rappresentino una legittima espressione dell’autonomia regionale o un’invasione del campo statale. Intanto, il braccio di ferro tra Roma e Cagliari si fa sempre più teso, riaprendo vecchi conflitti tra lo Stato centrale e le regioni a statuto speciale, ma anche tra visioni politiche profondamente diverse.

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Last modified: Agosto 5, 2025
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