Cagliari (lunedì, 25 agosto 2025) — La vendita di alcolici ai minorenni e il conseguente aumento di episodi di violenza giovanile nei quartieri centrali della città accendono i riflettori su un fenomeno sempre più preoccupante. A intervenire è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che denuncia la “normalizzazione dell’illegalità” e richiama con forza istituzioni e società civile alle proprie responsabilità.
di Roberto Meloni
Non si tratta di semplici episodi di cronaca nera, avvertono i docenti, ma di un processo che mina la credibilità delle istituzioni e rischia di generare nei giovani la convinzione che le regole esistano soltanto per essere aggirate. A sostegno della denuncia viene citata anche l’analisi del criminologo Roberto Pisano, secondo cui la complicità tra commercianti che vendono alcolici ai minori e un sistema di controlli inefficace produce una pericolosa “anomia sociale”, terreno fertile per il proliferare delle baby gang.
Il CNDDU sottolinea come la scuola resti l’argine più solido contro la deriva della devianza. L’aula non può limitarsi a imporre divieti, ma deve guidare i ragazzi a comprendere le conseguenze delle proprie scelte, stimolando senso critico e capacità di resistere alla pressione del gruppo. Testimonianze dirette di magistrati, progetti di educazione tra pari e racconti di giovani che hanno pagato a caro prezzo errori del passato sono citati come esempi concreti di un’educazione alla legalità che funziona, perché vissuta nella quotidianità.
Ma tutto questo, avvertono i docenti, rischia di perdere valore se il contesto esterno continua a inviare segnali contraddittori. “Se a scuola si insegna che la vendita di alcol ai minori è illegale e fuori dalle aule i ragazzi trovano con facilità ciò che la legge vieta, l’insegnamento perde credibilità”, afferma il Coordinamento.
Per i docenti non basta invocare la sola responsabilità familiare. È in gioco la coerenza dell’intero sistema istituzionale, che deve essere capace di garantire controlli e dare il buon esempio. “Il rispetto delle regole non è repressione, ma educazione a una libertà autentica”, conclude il CNDDU, richiamando il monito kantiano secondo cui l’osservanza della legge non è una questione di convenienza ma un imperativo etico universale.
(Foto: by Anna Maria Simoni)
Last modified: Agosto 26, 2025


