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Capodanno 2026 in Sardegna: diciotto piazze, grandi eventi e molti fondi pubblici, ma l’economia resta interna

Cagliari (domenica, 28 dicembre 2025) — Per salutare l’arrivo del 2026, la Sardegna punta su una vasta rete di concerti e spettacoli: diciotto piazze coinvolte, artisti di primo piano e un investimento complessivo di milioni di euro tra risorse regionali e comunali. L’assessore al Turismo Franco Cuccureddu stima una partecipazione complessiva di circa 200mila persone e una ricaduta economica potenziale di 20 milioni di euro, calcolando una spesa media di 100 euro a testa.

di Roberto Meloni

Il nodo centrale, però, è capire chi alimenterà davvero questo indotto. I numeri e le dinamiche del turismo invernale indicano che la maggior parte della spesa resterà all’interno dell’economia isolana. Nei mesi freddi la Sardegna rimane ai margini dei grandi flussi turistici nazionali e internazionali, anche a causa di una programmazione dei voli limitata, utilizzata soprattutto dai sardi emigrati che rientrano per le feste. Non a caso, le principali piattaforme di viaggi non propongono l’Isola come meta di Capodanno.

A conferma di questa tendenza c’è il dato sulle strutture ricettive: solo circa il 20 per cento degli hotel resterà aperto, la stessa quota che opera abitualmente anche senza eventi straordinari. Federalberghi prevede un lieve aumento dell’occupazione, ma non tale da giustificare la riapertura delle strutture stagionali. Qualche presenza in più è attesa grazie a poche rotte internazionali attive, ma si tratta di percentuali contenute e non direttamente legate ai concerti.

Il Capodanno sardo si configura quindi soprattutto come un’operazione di animazione territoriale interna. Accanto agli eventi in piazza, non mancano iniziative parallele, come la crociera organizzata da Moby a Olbia, che consentirà ai passeggeri di vivere la serata a bordo senza incidere sui consumi a terra.

Sul piano economico, il peso maggiore resta quello dei fondi pubblici: ai tre milioni stanziati dalla Regione si sommano le risorse dei Comuni, spesso concentrate su una sola notte. Olbia, Sassari, Cagliari, Arzachena e altre città hanno investito cifre rilevanti per attrarre grandi nomi della musica italiana. L’obiettivo dichiarato è dare visibilità e vitalità ai territori, ma la reale capacità di generare valore turistico duraturo appare ancora lontana.

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Last modified: Dicembre 28, 2025
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