Cagliari (venerdì, 3 ottobre 2025) — Una nuova ondata di centri commerciali si prepara a trasformare il volto di Cagliari e del suo hinterland. Tra grandi inaugurazioni, ampliamenti e nuove aperture, le multinazionali del commercio avanzano in forze, mentre le botteghe di quartiere e i piccoli negozi rischiano di soccombere sotto la pressione di un’offerta sempre più massiccia e standardizzata.
di Roberto Meloni
I riflettori sono puntati soprattutto su Elmas, dove entro il 2026 aprirà il mega Fass Shopping Center: una struttura imponente, quasi un quartiere a sé, incastonato tra l’aeroporto e la Statale 130. Il progetto prevede l’arrivo di marchi internazionali come Ikea e Leroy Merlin, decine di altri negozi, aree giochi, spazi per famiglie e un collegamento diretto con piazza Matteotti. Annunciati 1.300 posti di lavoro, con le prime richieste di chiarimenti già arrivate in Comune e la proposta del Partito Democratico di avviare corsi di formazione per i giovani masesi, così da favorire l’occupazione locale.
A Quartucciu, invece, è il centro commerciale Le Vele a prepararsi a un radicale restyling: più ampio, con nuovi negozi, 3.000 parcheggi, un’area verde con anello sportivo e persino una torre panoramica. L’obiettivo è trasformarlo in un polo di attrazione non solo commerciale, ma anche ricreativo e urbano.
Il “ring” del business non risparmia Pirri, dove sorgerà un nuovo supermercato a Santa Teresa e dove sulle ceneri degli studi di Videolina, in viale Marconi, è già pronto un Lidl di grandi dimensioni. Sempre lungo la stessa arteria, uno dei punti più trafficati dell’hinterland, si delineano così nuove polarità commerciali che rischiano di alterare ulteriormente l’equilibrio tra grande distribuzione e commercio di prossimità.
Ed è proprio nelle vie storiche del centro di Cagliari che l’impatto appare più evidente: in via Garibaldi e via Manno hanno aperto due nuovi market, marchiati rispettivamente Coop e Carrefour, nati sul modello delle vecchie botteghe ma senza l’anima di quartiere che le contraddistingueva. Prezzi da volantino, nessun “pagherò” o “sconticino”, niente più rapporti personali, ma un’offerta fredda e omologata.
Il dibattito resta acceso: se da un lato i grandi centri promettono occupazione e servizi moderni, dall’altro minacciano di cancellare la tradizione delle piccole attività locali, impoverendo la socialità dei rioni storici. Una trasformazione che, tra entusiasmi e timori, segnerà inevitabilmente il futuro commerciale del Cagliaritano.
Last modified: Ottobre 3, 2025


