Cagliari (giovedì, 11 settembre 2025) — È scontro politico sulla presenza in Sardegna di cittadini israeliani, alcuni dei quali appartenenti all’Idf, giunti sull’isola per vacanza. La polemica, accesa nei giorni scorsi, ha visto un botta e risposta tra la presidente della Regione Alessandra Todde e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
di Roberto Meloni
Secondo la Todde, la Regione non avrebbe alcun potere d’intervento sulla vicenda: “Questi cittadini israeliani sono entrati in Italia in base ad accordi nazionali, e la Regione non ha competenze su questo”, ha dichiarato in un’intervista al Fatto Quotidiano. La presidente ha ricordato di aver discusso anche con i vertici dell’aeroporto di Olbia, dopo le richieste di annullare il collegamento con Tel Aviv avanzate da consiglieri regionali della sua maggioranza, ricevendo conferma dell’impossibilità di bloccare i voli.
L’unica mossa possibile, ha spiegato, sarà “chiedere spiegazioni alla Presidenza del Consiglio”, sottolineando tuttavia che la vicenda suscita “profonda preoccupazione” in un momento di forte tensione internazionale.
A Montecitorio, intanto, Piantedosi ha risposto a un’interrogazione del Movimento 5 Stelle definendo i viaggi in Gallura come “comitive culturali da tutelare”, avvertendo anche sul rischio di derive antisemite. Una posizione che la governatrice ha duramente contestato: “Prendo atto della risposta del ministro, ma ho l’impressione che non comprenda ciò che accade ogni giorno alla popolazione di Gaza. È qualcosa che non possiamo tollerare”.
Le dichiarazioni hanno alimentato il dibattito politico regionale e nazionale, tra chi chiede maggiore chiarezza sulla natura di questi arrivi e chi invita alla prudenza, ricordando che i rapporti con Israele rientrano nella sfera della politica estera e non delle autonomie locali.



