Cagliari (venerdì, 12 settembre 2025) — Una nuova pista si apre sul caso dell’omicidio di Manuela Murgia, la sedicenne cagliaritana trovata senza vita nel febbraio del 1995 nel canyon di Tuvixeddu. Le prime analisi scientifiche sui vestiti della ragazza hanno infatti rilevato la presenza di dna maschile: su 80 campioni estratti, in uno su quattro sono emerse tracce genetiche.
di Roberto Meloni
Si tratta di un risultato importante, che tuttavia richiederà ancora tempo per assumere valore investigativo. I campioni devono essere ulteriormente analizzati, amplificati e tipizzati, prima di poter essere confrontati con profili genetici noti. Non è esclusa, inoltre, l’ipotesi di contaminazioni. Per ora l’unico indagato resta Enrico Astero, ex fidanzato della vittima, cui nei mesi scorsi è stato prelevato un campione biologico per il test comparativo.
La famiglia della giovane, che da trent’anni attende giustizia, ha accolto con cauto ottimismo la notizia. “Siamo soddisfatti di questi primi risultati”, ha dichiarato l’avvocata Giulia Lai, legale dei familiari, che da tempo chiedono di riaprire il caso. Le indagini sono infatti ripartite lo scorso marzo, grazie a una consulenza del medico legale Roberto Demontis, che aveva escluso con decisione le ipotesi di suicidio o di caduta accidentale.
La svolta è arrivata a fine maggio, con l’iscrizione dell’ex fidanzato nel registro degli indagati. Da allora gli investigatori hanno puntato tutto sugli accertamenti scientifici, considerati fondamentali per dare finalmente risposte a una vicenda che ha segnato profondamente la comunità cagliaritana.
A trent’anni di distanza, l’ombra del mistero non si è ancora dissolta, ma le nuove tracce emerse lasciano intravedere uno spiraglio di verità. Ora la parola passa alla scienza, chiamata a fare chiarezza su un giallo che attende ancora giustizia.
Last modified: Settembre 12, 2025


