Cagliari (mercoledì, 9 luglio 2025) — Un silenzio carico di dolore ha avvolto la chiesa di Santa Maria Maggiore a Orune, dove nel pomeriggio si sono celebrati i funerali di Luigi Contena, il 25enne ucciso venerdì scorso in un agguato. Tra i presenti, anche il padre Pietro Contena, giunto in chiesa con un permesso speciale dal carcere, dove è detenuto perché sospettato dell’omicidio di Luca Goddi, avvenuto nel 2023.
Di Roberto Meloni
Il permesso straordinario, concesso dalle autorità, ha permesso a Pietro di dare l’ultimo saluto al figlio. Al suo fianco la madre del ragazzo, l’altro figlio Salvatore e la fidanzata Gonaria. In tanti si sono stretti attorno alla famiglia, in un paese ferito da una spirale di sangue che da anni segna la sua storia recente. Gli sguardi bassi, le mani strette e gli abbracci silenziosi raccontano più delle parole la gravità del momento.
Il rito funebre è stato officiato da Don Andrea Biancu, che non ha nascosto la propria amarezza: «Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo ma non hanno il potere di uccidere l’anima», ha detto ai presenti, con voce ferma e commossa. Poi l’affondo sulla tragedia collettiva: «È un libro che si riapre sempre alla stessa pagina e non ha mai un capitolo finale».
Orune, ancora una volta, si ritrova al centro di una nuova ondata di violenza che riaccende vecchie ferite. La morte di Luigi, giovane e benvoluto, è solo l’ultimo episodio di una lunga serie di omicidi e agguati che hanno insanguinato il paese, lasciando un senso di impotenza tra i cittadini. In molti ora si chiedono se e quando si riuscirà a spezzare questa catena.
Nel dolore di una comunità, resta il bisogno urgente di verità, giustizia e, soprattutto, di pace.
Last modified: Luglio 9, 2025


