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Sardegna, più lavoro ma sempre più precario: cresce il ricorso alla Naspi

Cagliari (martedì, 30 settembre 2025) — Cala la disoccupazione e cresce l’occupazione, ma il mercato del lavoro in Sardegna resta fragile e dominato dalla stagionalità. È questa la fotografia che emerge dal Rendiconto Sociale Inps 2024, presentato oggi a Cagliari, che racconta di un’Isola con più contratti attivati ma con sempre meno stabilità.

di Roberto Meloni

Il tasso di occupazione è salito dal 56,1% al 57,7%, mentre la disoccupazione è scesa dal 10,1% all’8,3%. Un dato positivo, che però si accompagna a un aumento dei rapporti a termine e a un calo di quelli a tempo indeterminato: nel 2024 i contratti stabili sono stati 23.617, contro i 27.464 del 2023, mentre le assunzioni temporanee hanno superato quota 100mila. In totale le nuove assunzioni hanno superato le cessazioni (222.946 contro 214.749), ma a trainare il saldo positivo sono stati soprattutto i contratti precari.

L’altra faccia della medaglia è l’impennata delle domande di Naspi, l’indennità di disoccupazione, cresciute fino a 99.195 nel 2024, quasi diecimila in più rispetto al 2022. Un fenomeno che riflette la natura stagionale del mercato sardo, dove turismo e agricoltura concentrano l’occupazione in pochi mesi, lasciando poi migliaia di lavoratori a richiedere il sussidio. Il primato delle richieste spetta alla provincia di Cagliari (32.329), seguita da Nuoro (14.606), Sassari (7.667) e Sud Sardegna (6.715).

Il quadro diventa ancora più critico guardando alle retribuzioni: gli uomini guadagnano in media 86,4 euro al giorno e le donne 65,8, valori ben al di sotto della media nazionale (107,5 e 79,8 euro). Una disparità che mette in evidenza non solo la fragilità dei contratti, ma anche un gap salariale significativo.

Il dossier segnala inoltre un contesto sociale in difficoltà: la Sardegna ha perso 11.592 abitanti in un anno, segno di un calo demografico che continua a pesare sul futuro economico e sociale dell’isola. Intanto, sul fronte previdenziale, sono oltre 507 mila i pensionati, con importi medi inferiori rispetto al resto d’Italia e una forte incidenza delle prestazioni assistenziali.

Il Rendiconto Inps restituisce così l’immagine di un mercato del lavoro più dinamico ma segnato da precarietà strutturale, dove la stabilità resta un privilegio per pochi e la discontinuità occupazionale la regola per molti.

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Last modified: Settembre 30, 2025
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