Cagliari (mercoledì, 7 gennaio 2026) — Tentata evasione all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, dove un detenuto ricoverato nel reparto di Psichiatria ha provato a fuggire dalla struttura. Il tentativo è stato sventato grazie al tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria, che è riuscita a bloccare l’uomo e a riportare la situazione sotto controllo, non senza difficoltà. Alcuni agenti hanno infatti riportato contusioni durante le operazioni.
di Roberto Meloni
L’episodio, avvenuto nella giornata di ieri, è stato reso noto dal Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe), che parla apertamente di una «evasione annunciata». Il tentativo di fuga si è verificato in un contesto particolarmente delicato, alla presenza di altri pazienti e dei loro familiari, con evidenti criticità sul piano della sicurezza.
«Quanto accaduto è grave ed è l’ennesima dimostrazione della sottovalutazione degli allarmi che da anni lanciamo», denuncia Luca Fais, segretario nazionale del Sappe per la Sardegna. «La Polizia Penitenziaria ha gestito la situazione con grande professionalità, ma continua a operare in condizioni estremamente difficili».
Il sindacato torna a chiedere con forza l’attivazione del reparto ospedaliero penitenziario dell’ospedale di Is Mirrionis, una struttura pronta da oltre quindici anni ma mai entrata in funzione. «Un reparto dedicato – sottolinea il Sappe – consentirebbe di concentrare i detenuti ricoverati, garantendo maggiori livelli di sicurezza per il personale, per i pazienti e per i cittadini». Attualmente, a Cagliari, sono attivi tre piantonamenti ospedalieri, mentre situazioni analoghe si registrano anche al pronto soccorso di Oristano, dove l’assenza delle camere di sicurezza crea ulteriori problemi operativi.
A delineare un quadro ancora più critico è Donato Capece, segretario generale del Sappe, che punta i riflettori sulla situazione della Casa circondariale Ettore Scalas di Uta. «A fronte di 561 posti regolamentari, i detenuti presenti sono 730, con un tasso di affollamento del 130%», spiega. A questo si aggiunge un grave deficit di organico della Polizia Penitenziaria. «Aggressioni, colluttazioni, ferimenti del personale, risse e tentati suicidi sono purtroppo all’ordine del giorno».
Capece ribadisce l’urgenza di un nuovo modello custodiale e di interventi immediati per affrontare le criticità del sistema penitenziario sardo. Ricorda infine l’incendio divampato nel carcere di Uta la notte di San Silvestro, quando alcuni detenuti hanno dato fuoco a oggetti all’interno delle sezioni, creando una situazione di grave pericolo gestita comunque con efficacia dagli agenti. Un contesto che, secondo il sindacato, rende sempre più insostenibili le condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria e impone risposte rapide e strutturali.
Last modified: Gennaio 7, 2026


