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Dossieraggio nella Guardia di Finanza a Cagliari: due condanne, tre assoluzioni e due rinvii a giudizio

Cagliari (giovedì, 10 luglio 2025) — Si è concluso con due condanne, tre assoluzioni e due rinvii a giudizio il procedimento penale sul presunto dossieraggio interno alla Guardia di Finanza, emerso da un’inchiesta su pressioni e minacce rivolte ai vertici locali del corpo. Il processo si è articolato tra rito abbreviato e udienza preliminare, con una sfilza di imputati legati, in vari modi, alla rappresentanza militare Cobar.

Di Roberto Meloni

Il giudice Giorgio Altieri ha condannato a un anno per calunnia e offesa alla reputazione Furio Casini, unico civile tra gli imputati, e a sei mesi per falso il colonnello Andrea Taurasi. Piena assoluzione, invece, per l’ex consigliere regionale Valerio De Giorgi e l’ex assessore comunale di Assemini, Antonio Guerrieri, le cui difese – guidate rispettivamente dagli avvocati Patrizio Rovelli, Debora Amarugi e Roberto Nati – hanno espresso soddisfazione per l’esito.

Enrico Raimondi è stato prosciolto in udienza preliminare, mentre per Michele Sandokan Ottodosso e Daniel Vacca è stato disposto il rinvio a giudizio, ma con il proscioglimento dall’accusa più grave di associazione a delinquere, inizialmente ipotizzata dal pubblico ministero Andrea Vacca.

L’inchiesta, avviata a seguito di indagini condotte dalla stessa Guardia di Finanza, aveva portato alla luce una presunta rete di pressioni e intimidazioni, tra cui lettere anonime e minacce con proiettili, dirette ai superiori di alcuni membri del Cobar. Tra i coinvolti anche Francesco Vittetti, la cui posizione è stata archiviata dopo aver chiarito la propria estraneità davanti al pm, assistito dall’avvocata Annarita Frau.

Altri due imputati hanno patteggiato: Sergio Cavoli, finanziere, ha ottenuto una pena di due anni con sospensione condizionale, mentre Marco Sireus, civile, ha patteggiato due mesi per capi d’accusa minori. Archiviata infine, già nella fase preliminare, la posizione del luogotenente Davide Giacalone, che aveva scelto di farsi interrogare e presentare documentazione difensiva tramite l’avvocato Ivano Iai.

L’inchiesta, che aveva sollevato clamore anche per il coinvolgimento di figure istituzionali, chiude così un primo capitolo giudiziario, mentre il processo per gli imputati rinviati a giudizio si aprirà il 23 gennaio 2026.

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Last modified: Luglio 10, 2025
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